“Bach: Concerto alla maniera italiana” (Per antiche contrade – XIV edizione – 23 Giugno 2018)

Sabato scorso, 23 Giugno, sono tornato in un posto che a me piace molto, ovvero la Chiesa di San Nicola ad Almenno San Salvatore, uno dei luoghi a mio avviso più affascinanti del territorio insieme a quella di San Giorgio. Avevo visto sui social la pubblicità di un concerto molto interessante, che vedeva protagonista Luca Oberti. Praticamente, un concerto per clavicembalo solo.
Siccome non avevo ancora avuto modo di vivere un’esperienza del genere, le sono corso incontro (infatti ero in seconda fila, a due passi dall’esecutore).
Il programma era interamente dedicato a Johann Sebastian Bach, con particolare attenzione alle opere dal carattere “italianeggiante”, dichiarato o meno che sia. Lo stesso Luca Oberti, preoccupandosi di introdurre sia l’intero concerto che i singoli brani, ha accennato alle esperienze italiane di Bach, le quali montano esattamente a ZERO, e di come, attraverso lo studio di partiture di allora noti compositori dello stivale (Frescobaldi, Marcello, Vivaldi…) egli si sia in qualche modo impossessato dell’arte italiana, all’epoca caratterizzata principalmente dalla variazione tematica, ma soprattutto da una polifonia spesso meno densa e complessa di quella tedesca, e volta maggiormente a evidenze melodiche (Italia patria del belcanto…) che a rigiri contrappuntistici alla maniera fiamminga.
Ecco quindi sbocciare il programma del concerto: si inizia con la Fantasia e Fuga in La minore BWV904, composizione a me un po’ meno nota del compositore tedesco ma che mi ha colpito in particolar modo per il carattere musicale espressivo e un po’ “patetico” della Fantasia introduttiva. Quindi, a seguire, il Concerto in Re minore BWV974, adattamento (spesso rielaborazione libera) del celebre Concerto per oboe di Alessandro Marcello. Degno di nota il Presto conclusivo, eseguito in maniera impeccabile e con un flusso continuamente stupefacente e brillante.
La seconda parte (senza soluzione di continuità dalla prima) ha visto l’esecuzione di un brano a me tanto caro quanto lungo il suo nome, il Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo BWV992. Questo brano è forse unico nella produzione bachiana per il fatto che è composto da brevi brani molto caratterizzati dal punto di vista “emotivo”. Scritto da un Johann Sebastian nemmeno maggiorenne, narra di un episodio importante della sua vita, ovvero la partenza per la Svezia del fratello maggiore, anch’egli musicista, ed assunto appunto in nord Europa. Bach non rivedrà mai più il fratello per tutta la vita, e la commozione del distacco è palpabile già dal primo brano, dolcissimo e quasi sempre per intervalli di seste, quasi un canto bivocale (che Luca Oberti ha interpretato con grande semplicità e molto trasporto). Notevoli anche l’Adagiosissimo, lievemente fiorito qui e là dall’esecutore, e la conclusiva Fuga all’imitazione di Posta.
Conclude il concerto il celeberrimo Concerto nach Italienischem Gusto BWV971, composizione che non ha bisogno di presentazioni, ma che Luca esegue in maniera direi strabiliante. E, ancora una volta, il finale in Presto si rivela travolgente, con momenti di pura esaltazione.
Ho davvero goduto di un repertorio eseguito su uno strumento vicino a quello originale, un repertorio a tratti poco proposto e a tratti super conosciuto in ambito di musica classica. Sono veramente grato a Per antiche contrade, che ha creato questa splendida occasione di ascolto e “degustazione”.
Lascio qualche scatto rubato durante il concerto.

 

Alla prossima!
Andrew

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