Concerto della Cappella Musicale e strumenti del Duomo di Bergamo (Rassegna “In Tempore Organi”)

“In Hymnis et Canticis” il titolo dell’ultimo -ahimé- appuntamento di “In Tempore Organi”, la breve rassegna di concerti organizzata con il patrocinio del Comune di Almenno San Salvatore e l’associazione Antegnati dello stesso comune.
Quest’ultima serata era prevista presso la Chiesa di San Salvatore del omonimo paese, e affidata alla Cappella Musicale e Strumentale del Duomo di Bergamo, gruppo che avevo già avuto modo di ascoltare la scorsa primavera proprio nel loro “luogo d’origine”. Essa è composta da un gruppo corale (classico SATB), un basso solista, ed una piccola orchestra barocca composta da due violini, un violoncello, un contrabbasso, un trio di tromboni e l’organo. La direzione è al braccio del Maestro Mario Valsecchi.
Il programma, incentrato sul periodo barocco con alternanze di brani strumentali ad altri dalle predominanze corali o vocali, prevedeva composizioni di autori celebri, quali Dietrich Buxtehude o Johann Pachelbel; e meno noti -ma non del tutto sconosciuti, almeno a me!- come Michael Altenburg, Johann Michael Bach (suocero del ben più conosciuto Johann Sebastian), Johann Rosenmuller e altri.
Un brano del quale mi sento di accennare in particolare è la Sonata X à 5 di Rosenmuller, per 2 violini, 3 tromboni e basso continuo, che non conoscevo (ma che, forse, avevo già ascoltato proprio da loro la volta precedente) ed ho trovata davvero apprezzabile. Nonostante il baricentro sia pienamente tonale, le successioni armoniche e le modulazioni vengono risolte senza scontatezza, ed il discorso musicale -grazie anche all’artificio imitativo, ben percepibile- non stagna mai , tenendo vivi l’interesse e l’attenzione di chi ascolta. Anche le dissonanze, risolvendo spesso ed improvvisamente su armonie morbide e “pulite”, giocano un ruolo importante, rendendo il gioco strumentale più denso ed appassionato. Ottima, indubbiamente, anche l’esecuzione degli strumentisti, che hanno saputo fare luce su tutte queste caratteristiche.
Per ciò che riguarda le composizioni di carattere corale, Buxtehude, insieme ad Altenburg, è stato l’autore che più mi ha colpito. In particolare, il suo All solch dein Gut wir preisen, con l’aggiunta dei tromboni a differenza di Befiehl dem Engel dass er komm, mi è veramente piaciuto, ed ho trovato il coro e gli strumenti in ottima forma!
Anche le composizioni di Vincent Lubeck e Franz Tunder con il basso solista -interpretate da Alessandro Ravasio– sono state ottimamente eseguite. In particolare Hilf deinem Volk, Herr Jesu Christ, con i lunghi “melismi” in terzine di ottavi e in quartine di sedicesimi del solista nella parte centrale, ben “passeggiati” e chiaramente enunciati.

[Una sola nota critica mi sento di fare, e non riguarda le ottime esecuzioni: la necessità di un volantino o di un libretto con i testi declamati (soprattutto quelli in tedesco) od i movimenti delle composizioni strumentali; sarebbe stato di grande aiuto per una maggiore comprensione dei brani, e, di conseguenza, anche per una partecipazione emotiva alle esecuzioni.]

Lascio qualche scatto della serata, sperando di presenziare ancora ad altre realizzazioni!

Andrew

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